A12 il nuovo chip di Apple offre enormi vantaggi in termini di prestazioni e durata della batteria

Il chip A11 Bionic dall’anno scorso fa girare l’iPhone X più velocemente di quanto il nuovo Samsung Galaxy Note 9 . Ed ora Apple è in procinto di rilasciare il nuovo chip A12, che sembra avere prestazioni ancora più veloci.

Un miglior processo produttivo porterà  aumenti di prestazione e allo  stesso tempo ci sarà un utilizzo minore dell’energia risparmiando quindi il consumo di batteria e infine ci sarà un miglioramento della velocità.

Apple anche per quest’anno ( dopo aver progettato il chip A12) ha confermato l‘azienda di Taiwan TSMC  come produttore esclusivo del chip.

A12 dovrebbe avere un processo produttivo di soli  7nm  (7 nanometri) valore più basso dei 10nm utilizzato dal precedente A11 Bionic sempre realizzato dalla TSMC. Questi dati tecnici confermano una misura della distanza tra i componenti del processore più stretti con un miglioramento delle prestazioni, meno calore e più risparmio energetico; in definitiva A12 dovrebbe essere il 20 per cento più veloce, mentre si utilizza il 40 per cento di energia in meno.

Specifiche tecniche Apple A12

A11 Bionic ha sei core, due lavorano quando vi è necessità di prestazioni maggiori mentre gli lavorano altri nell’uso normale; A12 dovrebbe seguire lo stesso schema e sicuramente Apple troverà il modo per aumentare la velocità di questi core del processore.

Lavorando insieme, Apple e TSMC hanno notevolmente migliorato la serie A nel corso degli anni. Ad esempio, il punteggio multi-core Geekbench per la A9 è per il 78% migliore di quello del A8. E il punteggio A11 è il 70% più veloce rispetto al suo predecessore. Detto questo, in percentuale il distacco tra i due processori non è enorme. L’A10 è solo il 36 % più veloce del A9.

Questo fa ben sperare per l’Apple A12. L’aumento di velocità minima assoluta prevedibile è del 30 percento, mentre estrapolando dal passato potrebbe essere fino al 70 per cento. E non dimenticate che questo dovrebbe essere accompagnata da una diminuzione del 40 per cento della potenza utilizzata dal processore.

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